L'ARCHITECTURE VERNACULAIRE

TOME 32-33 (2008-2009)

 

ISSN 2494-2413

 
     

Edoardo Micati

SITI AGRO-PASTORALI IN LOCALITÀ LE CONDOLE IN COMMUNE S. STEFANO DI SESSANIO (PROVINCIA DI L'AQUILA, ABRUZZO)

 

Sommario

Nel comune di Santo Stefano di Sessanio, provincia dell’Aquila (Abruzzo), la località detta Le Condole, situata a 1400 metri d’altitudine, conseva i resti si due tipi d’edifici legati alle attività agricole e pastorali dei secoli passati. I primi sono vasti rifugi pastorali , chamati condole
(sing. condola), completamente in pietra, coperti da una volta a botte e nei quali il piano terra serviva da ricovero per gli animalil, mentre il piano sottostante la volta serviva d’abitazione e da deposito. La loro esistenza é attestata alla fine del XVI secolo. Troviamo poi dei rifugi semitrogloditi scavati nei fianchi rocciosi per una profondità di dieci-quindici metri e dotati di una facciata in pietra a secco. Sono più recenti, servivano da ricovero per piccoli greggi di pecore che si conducevano a pascolare sui pendii non coltivati.

Résumé

Sur la commune de San Stefano di Sessanio, dans la province de l'Aquila (Abruzzes), le lieu dit Le Condole, situé à 1400 m d'altitude, recèle les vestiges de deux types d'édifices liés aux activités agricoles et pastorales des siècles passés. Il s'agit tout d'abord de vastes abris pastoraux, dits condole (sing. condola), tout en pierre, couverts d'une voûte en berceau et dont le rez-de-chaussée servait à abriter les bêtes tandis que l'étage, sous la voûte, servait d'habitation et d'entrepôt. Leur existence est attestée à la fin du XVIe siècle. On trouve ensuite des abris semi-troglodytiques creusés dans le versant rocheux sur dix-quinze mètres de profondeur et dotés d'une façade en pierre sèche. Bien plus récents, ils abritaient de petits troupeaux d'ovins qu'on emmenait paître sur les pentes non cultivées.

Abstract

In the community of San Stefano di Sessanio in the province of Aquila, Abruzzo, the place known as Le Condole (alt.: 1,400 m) harbours the remains of two types of edifices related to the agricultural and pastoral activities of past centuries. On the one hand, there are large pastoral shelters, called condole (sing. condola), built entirely of stone and covered with a cradle vault. The ground floor was used for sheltering cattle while the upper floor (underneath the vault) would serve as a dwelling and storage place. Their existence is attested as early as the late 16th century. On the other hand, there are 10-to-15 m-deep semi-troglodyte shelters excavated out of a rocky cliff and fronted by a dry stone façade. These far more recent structures were used as shelters for the small herds of sheep that were pastured on the uncultivated slopes.

 

Sulla montagna della provincia di L'Aquila (Abruzzo), in Comune di S. Stefano di Sessanio, sui ripidi pendii che racchiudono due ampi pianori ancor oggi coltivati a lenticchie, troviamo degli interessanti esempi di ricoveri agro-pastorali appartenenti a due tipologie ben distinte sia per la loro origine, sia per la tecnica costruttiva. Ci troviamo intorno ai 1400 metri di quota, pertanto ancora al di sotto del limite altimetrico delle colture che nella zona, soprattutto nei fondi vallivi, si spingeva fino ai 1600 metri. Oggi solo pochi terreni sono ancora coltivati, ma un tempo la fame di terra era tale da giustificare lo sfruttamento di ogni lembo fertile di montagna e, vista la distanza dei campi dal paese, la creazione in prossimità di essi di ricoveri.

Tipo 1

Le costruzioni più antiche, chiamate condole, danno il nome alla località così nota fin dal XVI secolo quando figura in un contratto di vendita fra i monaci cisterciensi ed un certo Gaspare Romanelli. Nel 1593 il Romanelli rivende quei terreni all'Università di S. Stefano di Sessanio. Queste dipendenze agro-pastorali appartenevano ai monaci cisterciensi di S. Maria di Casanova (Civitella Casanova, Pescara) ed erano sicuramente legate alla non lontana grancia pastorale di S. Maria del Monte, situata a 1700 m. di quota sul piano di Campo Imperatore. E' lecito supporre che la loro costruzione sia di uno o due secoli antecedente al menzionato atto di vendita.

Condola No 1

Si tratta di cinque costruzioni, due delle quali di grandi dimensioni, realizzate con legante e coperte con volte a botte. Gli edifici sono incassati nel declivio della collina tanto che il piano inferiore e parte di quello superiore risultano sotto il livello del terreno: in tal modo si otteneva un buon isolamento, necessario a quote così elevate. Nei due edifici più grandi il piano inferiore, a giudicare dai bassi ingressi era riservato agli animali mentre quello superiore, il cui pavimento era realizzato in legno, serviva da deposito per le derrate alimentari e da abitazione per gli addetti ai campi ed agli animali. Questi erano inoltre provvisti di un altro soppalco che partiva all'incirca dalle imposte di volta e che probabilmente aveva funzione di fienile. Una di queste costruzioni, di medie dimensioni e situata in una strettoia all'ingresso del pianoro, probabilmente assolveva alla funzione di luogo di culto, vista la maggiore cura nella realizzazione di alcuni elementi costruttivi. Le restanti due costruzioni, periferiche rispetto alle altre tre, erano munite semplicemente di un soppalco posto a circa 2 metri di altezza. Dato il forte interramento delle costruzioni quasi tutte hanno il tetto ricoperto con zolle erbose che spesso sono una naturale continuazione del prato circostante.

 

 
     

Plans et coupes de quatre condole.

IFra i ricoveri agro-pastorali della zona quelli realizzati con legante appartenevano tutti ai monasteri: ciò è perfettamente in sintonia con i metodi costruttivi dei monaci che cercavano sempre di dare durata e dignità ai luoghi che occupavano.

Condola No 3

 

Condola No 4.

Tipo 2

Nelle immediate vicinanze di queste costruzioni troviamo altri ricoveri, probabilmente realizzati in un secondo tempo quando la presenza monacale nella zona era divenuta solo un ricordo testimoniata dai numerosi toponimi presenti. Le aree coltivabili, non appartenevano più ad una sola grande azienda ma erano divise in piccole proprietà secondo l'antica consuetudine dei "campi aperti": ancora oggi questa forma di suddivisione delle risorse disponibili sopravvive nella zona. La parcellizzazione dei terreni ha determinato la nascita di altri numerosi ricoveri realizzati questa volta da coloni estremamente indigenti per i quali il modo più economico e veloce per costruire era quello "per scavo". Il terreno delle pendici circostanti i pianori si prestava perfettamente a tale opera.

De loin, chaque grotta apparaît sous la forme d'un point noir.

I ricoveri si sviluppano in lunghezza penetrando nella montagna per dieci, quindici metri; le larghezze, dopo un corridoio di accesso piuttosto stretto, oscillano dai due ai tre metri, ma spesso troviamo diramazioni laterali che conducono in altri ambienti. L'ingresso ed il corridoio venivano fatti in pietra a secco per evitare un veloce degrado della zona d'accesso e per realizzare una migliore chiusura. Sulla struttura in pietra a secco del corridoio veniva ricreato il cotico erboso lasciando una piccola apertura nella volta: ciò permetteva il passaggio dell'aria una volta chiuso l'ingresso. In altri casi l'apertura veniva realizzata sull'architrave dell'ingresso in modo che assolvesse anche alla funzione di scarico. Il degrado di alcuni di questi ricoveri è dovuto soprattutto al crollo della volta determinato da un eccessivo scavo in altezza.

Plans et coupes de trois grotte.

Questi ricoveri venivano usati dai pastori-agricoltori che avevano i campi nel pianoro e possedevano un piccolo gregge di poche decine di capi ed erano pertanto, utili come punto di appoggio e di pernottamento nei periodi di maggior lavoro nei campi e come ricovero per gli animali. Gli ovini lasciati per la notte nelle grotte venivano portati al pascolo sulle pendici incolte e brulle intorno al piano.

Grotta.

 

Intérieur.


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© Edoardo Micati - CERAV

Il riferimento al presente articolo saranno citati come segue :

Edoardo Micati
Siti agro-pastorali in località le Condole in commune S. Stefano di Sessanio (provincia di l'Aquila,  Abruzzo)
L'architecture vernaculaire, tome 32-33 (2008-2009)
http://www.pierreseche.com/AV_2008_micati_1_it.htm
3 juin 2009

L’auteur :
Ethnologue, spécialiste reconnu de la petite architecture rurale des Abruzzes en Italie, Edoardo Micati s'est intéressé aux cabanes en pierre sèche, aux ensembles pastoraux de montagne, aux inscriptions gravées par les bergers sur les rochers et dans les grottes pastorales, aux cuves de foulage en plein champ, etc., publiant le résultat de ses travaux dans des revues italiennes ainsi qu'étrangères (comme
L'architecture vernaculaire ou Piedras con raíces) et dans plusieurs livres publiés par des maisons d'édition italiennes.

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